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Radici locali, cultura europea

Torna l’appuntamento con UE che risorsa!, il progetto divulgativo promosso dalla Fondazione CRC per far conoscere progetti, idee e opportunità legati ai fondi europei
27 Lug 2026

Nel numero di luglio parliamo di Creatività, uno dei 5 ambiti di intervento del nostro Piano Pluriennale. Lo facciamo scoprendo due iniziative finanziate dal programma Europa Creativa che usano la creatività per rafforzare la memoria e per sostenere il benessere mentale ed emotivo di adolescenti e giovani adulti. Come sempre le iniziative sono raccontate attraverso il punto di vista e le parole di chi vi prende parte.

Europa Creativa: sostenere la diversità culturale europea

Europa Creativa (o Creative Europe) è il principale programma dell’Unione Europea a sostegno del settore culturale. Nato nel 2014, ha lo scopo di promuovere la diversità culturale e linguistica europea e di rafforzare la competitività e il potenziale economico delle industrie culturali e creative.

Nell’attuale programmazione (2021-2027) Europa Creativa è organizzato in 3 filoni di attività: cultura, media (dedicato in particolare al settore audiovisivo) e attività transettoriali. Il programma sostiene dunque progetti molto diversi tra loro: dalla cooperazione tra organizzazioni culturali alla circolazione delle opere audiovisive, fino al pluralismo dei media e all’innovazione nei settori creativi. La platea dei beneficiari, di conseguenza, è ampia e variegata: artisti, professionisti della cultura, case editrici, festival, cinema, imprese creative, organizzazioni culturali e realtà che lavorano nei media.

Secondo l’indagine sui fondi europei che sta conducendo il nostro Ufficio Studi e Ricerche, le domande presentate finora per Europa Creativa nell’attuale periodo di programmazione (2021-2027) da enti della provincia di Cuneo sono 10, di cui 4 accolte. Questi progetti si occupano di temi molto diversi, dalla valorizzazione del patrimonio culturale e delle comunità locali alla memoria storica, dalla sostenibilità ambientale e alimentare al cinema e all’educazione climatica, fino al benessere mentale, alle arti performative e alla partecipazione giovanile.

Nella maggior parte dei casi si tratta di iniziative relativamente contenute: una media di 7 partner a progetto, con un budget tra i 200 e i 500mila euro. Vi sono però alcune eccezioni, con partenariati molto estesi (fino a più di 80 enti coinvolti) e budget decisamente più rilevanti (1-2 milioni di euro). Quasi sempre gli enti cuneesi coinvolti appartengono al Terzo Settore (Fondazioni, associazioni, ecc.), ma in alcuni casi sono coinvolti anche soggetti come le amministrazioni locali o le scuole.

Art of Remembrance: creatività site specific

Un esempio dell’approccio al tempo stesso locale e transnazionale di Europa Creativa è il primo progetto che scopriamo oggi: Art of Remembrance. Avviato alla fine del 2024 per una durata biennale, è nato da una scommessa: le residenze d’artista – strumento tipico dell’arte contemporanea – possono essere una strada per rendere più vicina al presente la memoria della Seconda Guerra Mondiale? Per rispondere a questa domanda il progetto ha proposto a 4 artisti di risiedere per un certo periodo di tempo in un luogo di memoria in Belgio, Polonia, Francia e Italia. Sulla base di queste residenze gli artisti hanno prodotto delle opere esposte in una mostra itinerante che ha fatto tappa anche a Torino (qui si può vedere il catalogo).

La residenza d’artista realizzata in Italia ha coinvolto l’artista tedesca Rebekka Bauer e si è svolta tra Cuneo e Borgata Paraloup (Rittana), ospitata dalla Fondazione Nuto Revelli. Bauer ha lavorato sulla memoria sottorappresentata delle donne nella Seconda Guerra Mondiale, concentrandosi sulla figura di Lidia Beccaria Rolfi, partigiana monregalese deportata a Ravensbrück e autrice del primo libro italiano sull’esperienza della deportazione femminile nei campi di concentramento. Bauer, attraverso gli archivi di famiglia e della Fondazione, ha concepito un’installazione che approfondisce temi come sopravvivenza, resistenza e testimonianza.

L’artista Rebekka Bauer ritratta con una parte della sua installazione insieme ad Aldo Rolfi, figlio di Lidia Beccaria Rolfi, all’inaugurazione della mostra al Polo del ‘900 di Torino. Foto di Silvia Pastore.

Secondo Beatrice Verri, presidente della Fondazione Nuto Revelli, alla base del progetto c’è una forma di creatività “site specific”: le opere nate dalle 4 residenze artistiche sono profondamente legate al luogo di memoria in cui sono state concepite. Le residenze d’artista, prosegue Verri, sono dunque “un modo per abitare i luoghi della memoria attraverso una prospettiva generativa” e per raccontare la storia con linguaggi diversi. Ma sono anche un modo efficace “per portare risorse nella bassa stagione nelle economie rurali alpine”.

L’artista Rebekka Bauer presso la Borgata Paraloup. Foto di Fondazione Nuto Revelli.

L’idea di “contaminazione” e di dialogo tra forme d’arte, culture e tradizioni alla base di Europa Creativa è stato sposato appieno dalla Fondazione, come sottolinea Verri: collaborare con altri enti, anche di natura molto diversa, è necessario per far dialogare la memoria con il presente e per trasformare la creatività in un patrimonio condiviso.

BREAKing the Walls: cultura comune

Il secondo progetto che scopriamo oggi parte da un paradosso. Qualche tempo fa alcuni insegnanti di hip hop si sono accorti di una cosa strana: adolescenti capaci di fare acrobazie complesse sul palco spesso faticavano in situazioni quotidiane, come prendere la parola davanti ad altri per esprimere la propria opinione o interagire con sconosciuti.

Istruttori e partecipanti del progetto BREAKing the Walls. Foto dell’associazione culturale Be Street.

Da questa osservazione nel 2024 è nato BREAKing THE WALLS (BTW), progetto europeo biennale che coinvolge giovani breaker in Italia, Slovacchia e Portogallo. L’obiettivo è innanzitutto promuovere il benessere mentale e l’espressione emotiva di adolescenti e giovani adulti. La scommessa del progetto, però, è anche quella di favorire la crescita artistica dei partecipanti. Per capire come questo possa avvenire in concreto bisogna andare al cuore dell’hip hop, racconta Enrico Signa, presidente dell’associazione Be Street (capofila albese del progetto): “l’hip hop nasce dalla voglia di esprimersi liberamente e di relazionarsi con persone che non conosci”. È concepito come uno spazio di libertà, di espressione personale e di comunità. Anche per questo, prosegue Signa, “la cultura hip hop si basa sull’improvvisazione: l’espressione e la creatività sono proprio il cuore”. Alla luce di queste considerazioni, appare evidente come la capacità di esprimere se stessi e le proprie emozioni rafforzi la capacità espressiva dei breaker durante le loro performance.

Lo strumento principale individuato da BTW è la danza-movimento terapia: nei workshop proposti i partecipanti, attraverso la danza e il movimento, esplorano le proprie emozioni e rafforzano la consapevolezza di sé e del proprio benessere psico-fisico. Attraverso questa pratica, riassume Signa, si scopre “come applicare emozioni e sentimenti, e come utilizzare questo percorso interiore per costruire il proprio personale stile di danza”.

Un workshop di hip hop. Foto dell’associazione culturale Be Street.

L’associazione culturale Be Street di Alba è nata nel 2015, è al suo secondo progetto europeo (sempre come capofila) e fin dalla sua nascita è stata coinvolta in progetti locali e regionali di vario genere. Il passaggio alla dimensione europea è stato quasi spontaneo, perchè l’hip hop ha una forte cultura – comune a chiunque lo pratichi – basata sulle relazioni e sullo scambio: “nel nostro caso la scelta dei partner è nata da relazioni costruite nel corso degli anni all’interno della comunità hip hop europea”, sintetizza Signa. Il paradosso da cui siamo partiti, quindi, non è stato osservato solo dall’associazione albese, ma è emerso come criticità in diversi Paesi europei. Da qui l’idea di provare a rispondere insieme a una sfida comune attraverso la creatività.

Informazioni tecniche

Nome e sigla del progetto: Art of Remembrance (AR)
Partner e capofila:

Tempora S.A., Belgio (capofila)
Fondazione Nuto Revelli, Italia (partner)
Stichting Liberation Route Europe / LRE Foundation, Paesi Bassi (partner)
La Coupole Museum, Francia (partner)
Muzeum Pamięci Sybiru / Sybir Memorial Museum, Polonia (partner)
Ville de Bastogne – Città di Bastogne, Belgio (partner)

Erogazione UE: 200.000 euro
Erogazione destinata al partner della Provincia di Cuneo: 23.500 euro

 

Nome e sigla del progetto: BREAKing the Walls (BTW)
Partner e capofila:

Associazione culturale Be Street, Alba (capofila)
Check The Style ASD, Italia (partner)
The Legits s.r.o., Slovacchia (partner)
MaxMomentum Lda, Portogallo (partner)

Erogazione UE: 198.400 euro
Erogazione destinata al partner della Provincia di Cuneo: 57.500 euro


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L’appuntamento con UE che risorsa!

UE che risorsa! nel 2026 racconta ogni 2 mesi i cinque ambiti di intervento che la nostra Fondazione ha individuato nel Piano Pluriennale 2025-28.
Ue che risorsa! è un progetto divulgativo promosso dalla Fondazione CRC per far conoscere progetti, idee e opportunità legati ai fondi europei. I contenuti sono elaborati in collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare, Laboratorio di trasformazione sociale che progetta e realizza azioni a sostegno dell’evoluzione del welfare italiano.

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